Anoressia nervosa

Anoressia nervosa

  • Dr.ssa  Antonella Buonerba
  • 15 Set 2021

Descrizione
Si organizza in 3-6 mesi dopo un periodo caratterizzato dal desiderio di seguire una dieta per perdere qualche chilo di troppo. In alcuni casi esisteva già una obesità infantile. Questo desiderio viene inizialmente accettato dalla famiglia. Un fattore traumatico esterno può rappresentare la causa scatenante dell'anoressia: perdita affettiva, malattia di una persona cara, trauma affettivo.
Dopo un periodo iniziale in cui resta moderata, la condotta anoressica diviene rapidamente costante, risoluta, perseguita energicamente nella chiara intenzione di dimagrire. Esiste una paura assillante di ingrassare e quindi la condotta anoressica può accompagnarsi con manovre destinate a vuotare il tubo digerente: vomito, lassativi, clisteri. L'anoressia è frequentemente accompagnata da una serie di condotte: l'iperattività sia fisica che intellettuale. L'adolescente fa lunghe passeggiate con percorsi obbligati, pattina, danza, nuota con accanimento. Le attività vedono un aspetto di competizione e sono l'occasione per un ulteriore controllo del corpo. Le attività intellettuali sono di natura simile: la competizione e il controllo vi occupano un peso privilegiato. Avviene anche un disinteresse per la sessualità, Infatti le modificazioni corporee della pubertà sono negate e provocano impaccio. Le attività sessuali sono ignorate e nel caso in cui le anoressiche abbiano rapporti sessuali, si tratta sempre di attività conformiste senza implicazioni affettive. Per quanto riguarda i sintomi somatici, il forte dimagrimento genera modificazione del corpo con compromissione della funzionalità degli organi interni.Inoltre vi è la presenza di amenorrea a causa di un disfunzionamento neuroendocrino.


La famiglia
Per quanto riguarda la famiglia dell'anoressica, viene messa in evidenza la presenza di madri descritte come ansiose e ipocondriache. Esse sono spesso ambiziose e utilizzerebbero le loro figlie come valorizzazione narcisistica di se stesse. Sono madri iperprotettive avendo delle difficoltà a sentire i bisogni che sono propri della figlia e la tendenza a fare confusione fra sé e la figlia. I padri sono spesso relegati in secondo piano, isolati intervenendo poco nelle decisioni familiari. La coppia evidenzia un' apparente unione soddisfacente, ma spesso superficiale. Le interazioni familiari sono spesso molto rigide e patologiche e hanno bisogno di un approccio terapeutico di tipo familiare.
Le dinamiche all'interno della famiglia sono focalizzate intorno all'assunzione del cibo: minaccia e seduzione, preghiera e ricatto, sollecitudine ed indifferenza si alternano nel tempo e da un genitore all'altro.

Cosa avviene nell'inconscio
L'anoressia è una distorsioni delirante dell 'immagine del corpo derivante da un alterato rapporto parentale non tanto con la madre personale, quanto con la madre archetipo, uno dei modelli junghiani più importanti, rappresentanti il prodotto dell’inconscio collettivo. Sono schemi che anticipano l’esperienza e, al contempo, aiutano la persona a comprendere i propri eventi di vita.
Ma, fatto ancora più incisivo, si riscontra spesso la presenza, a livello inconscio, di un trauma di natura sessuale, vissuto in epoca prepuberale.
Si può quindi ipotizzare che, alla base di una ferma intenzione di dimagrimento vi sia un processo inconscio di allontanamento e di eliminazione del pericolo di rappresentare e costituire nuovamente, con il proprio fisico, una provocazione sessuale.


La presa in carico
Dobbiamo ricordare che, per chi soffre di anoressia, il disturbo rappresenta spesso la “soluzione” a problemi psicologici più profondi più che un problema in sé. La malattia diventa un salvagente a cui aggrapparsi quando il “mare della vita” è agitato.
Pertanto la presa in carico prevede un processo di graduale consapevolezza di sé attraverso un percorso che rafforza l'autostima, porta alla tolleranza dell'imperfezione e dell'assunzione di responsabilità verso gli obbiettivi da raggiungere.
Naturalmente anche i genitori devono intraprendere un percorso psicologico per fungere da supporto nel processo di guarigione.