I disturbi di ansia in età evolutiva

I disturbi di ansia in età evolutiva

  • Dr.  Rita Di Esposto
  • 20 Ott 2021

Il periodo dello sviluppo è caratterizzato da paure fisiologiche che accompagnono il bambino nel suo percorso di crescita. Sorge dunque una domanda: quando l'ansia e la paura esperite ed espresse dal bambino sono patologiche?

I parametri da valutare dovrebbero essere tre: durata, intensità e frequenza (Lambruschi, 2004). Se le manifestazioni ansiose si presentano in maniera molto intensa, durevolmente e con una certa ricorrenza possiamo parlare di ansia patologica (Ruggiero, Sassaroli,2013).

Una volta definiti, grossolanamente, i criteri valutativi dell'ansia in età evolutiva,ed appurata la sua presenza, possiamo passare all'intervento.

Sicuramente è fortemente raccomandato il contatto con un professionista per iniziare un lavoro clinico importantissimo per la salute del bambino. Questo lavoro deve necessariamente tenere conto dell'ambiente famigliare ed extra-famigliare, dello stile di attaccamento e dello sviluppo cognitivo del bambino. 

La prima fase di analisi corrisponde ad un'indagine della vita famigliare, delle strategie di coping che vengono messe in atto all'interno della famiglia, delle risorse che vengono messe in campo nella cura del clima famigliare. Ricordiamo che il bambino nasce e cresce all'interno di questo microcosmo, attraverso il quale esplora ed apprende il mondo. Inotre, sarebbe auspicabile, una indagine degli ambienti extra-famigliari: scuola, sport, hobbies... Questo momento è fondamentale per capire a fondo il sistema in cui è inserito il bambino per riuscire a costruire un progetto che tenga in primo piano le peculiarità del nostro bambino, le sue paure, le sue esigenze, il suo stile di apprendimento. Non rappresenta, quindi, in alcun modo, il banco degli imputati per i genitori, che potrebbero sentirsi minacciati da un'indagine di questo tipo, o mancanti nelle loro capacità genitoriali.

Raccolte le informazioni necessarie il professionsts incontrerà il piccolo paziente e, come ogni volta che si incontrano nuove persone, ci si ri-calibra. Il professionista deve cogliere e far proprio il linguaggio del bambino per riuscire a comunicare al meglio con lui, per comprendere a fondo e, soprattutto, farsi comprendere. Adeguerà il suo vocabolario e si porrà come obiettivo quello di ampliare il vocabolario emotivo del bambino per aumentare gli strumenti del paziente nel riconoscere i propri stati d'animo e le proprie emozioni. Da qui partirà un profondo viaggio nell'esplorazione dei significati del bambino, dei suoi vissuti e delle sue credenze funzionali o disfunzionali.

L'obiettivo ultimo sarà quello di accompagnare il bambino a valutare come irrazionali le risposte ansiose eccessive e, diametralmente, rafforzare le credenze razionali.

Ci chiediamo però, cosa, i genitori, possono fare per aiutare il loro bambino al meglio all'interno del nucleo famigliare.

Innanzitutto è molto importante per il bambino sentirsi al sicuro tanto da poter esprimere liberamente i suoi vissuti interiori senza paura o disagio.

Esistono poi 3 credenze razionali altamente funzionali per uno sviluppo emotivo sano.

La prima riguarda l'autoaccettazione, il bambino deve essere intimamente convinto di essere meritevole di amore indipendentemente dalle azioni che compie poichè tutti sono meritevoli di essere accettati per quello che sono. Quindi dividere il giudizio che diamo alle azioni del bambino dal giudizio che si abbiamo sul bambino è cruciale. Come si dice: "colpire la palla e non il giocatore".

La seconda credenza riguarda la capacità di accettazione degli altri, come si sostiene con il bambino che le sue azioni non definiscono il suo valore, così gli va gradualmente insegnato che le azioni degli altri non definiscono il loro valore. Persone buone possono compiere azioni sbagliate.

Infine è importante stimolare e incoraggiare un' alta tolleranza alla frustrazione. Insegnare al bambino che le sfide fanno parte della vita è funzionale al superamento degli ostacoli che incontrerà nel suo processo di crescita.