La qualità della vita delle persone disabili

La qualità della vita delle persone disabili

  • Dr.ssa  Antonella Buonerba
  • 11 Gen 2022

LA QUALITÀ DELLA VITA DEI DIVERSAMENTE ABILI
Al giorno d'oggi molti ritengono che le persone affette da disabilità vivano una vita infelice o che lottino per accettarsi. Ma la riflessione che segue, tratta dalla rivista "Lavoro Sociale" mette in risalto come questa concezione sia errata. Inoltre, il sociologo inglese Tom Shakespeare, nonostante fosse affetto da acondroplesia, non ha avuto nessun problema a realizzare i suoi obbiettivi. Attraverso i suoi scritti possiamo ancora interrogarci sugli aspetti culturali della disabilità.

IL PARADOSSO DELLA DISABILITÀ La disabilità viene concepita come una situazione di svantaggio, difficoltà, dipendenza verso gli altri, ecc. Questi vengono considerati persone infelici e tristi, costretti a vivere una vita disagiata per la loro condizione, ma in realtà nella maggior parte dei casi non è così. Tom Shakespeare parla di paradosso della disabilità, e, secondo diversi studi effettuati in questi anni sulla percezione che le persone con disabilità hanno di loro stessi, si è capito che molti sono anche più felici rispetto alle persone considerate normali. Il segreto potrebbe essere colto nell' accettare le proprie disabilità ma soprattutto occorre focalizzarsi su una maggiore apertura culturale.

LA RETORICA DELLA COMPASSIONE La retorica della compassione è una condizione che produce un atteggiamento pietistico che porta a un'infantilizzazione della persona disabile. Questi comportamenti contribuiscono a creare lo stereotipo delle persone con disabilità come incapaci, bisognose e prive di personalità. Ma in realtà anche loro hanno le proprie aspirazioni come tutti. Shskespeare su questo argomento ci spiega che le persone che nascono con disabilità sono abituate a essere trattate così perché fin da piccoli ci sono stati comportamenti di compassione; mentre per le persone che diventano successivamente disabili è diverso in quanto loro vogliono essere incentivati. Quindi diciamo che questi atteggiamenti di compassione sono degli ostacoli per il raggiungimento di buoni risultati maggiormente utili alla persona disabile.

LA RETORICA DELL' AMMIRAZIONE Oltre alla retorica della compassione, molto comune è la retorica dell'ammirazione, cioè quando le persone con disabilità vengono viste come supereroi, vengono ammirate per il coraggio e la determinazione. Queste affermazioni derivano dalla convinzione che la vita con un deficit debba essere orribile, quindi bisogna ammirare chi ce la fa.

LA RETORICA DELLA NORMALITÀ Infine c'è la retorica della normalità, più diffusa, dove si tende a definire la disabilità come una delle tante diversità che esistono in noi esseri umani. Quindi c'è la convinzione che il corpo disabile è l'opposto di un corpo sano facendoci capire che la disabilità è in opposizione  all'abilità. Su questo il sociologo Shakespeare sostiene che i limiti delle persone disabili non devono essere per forza negativi e afferma anche che esse sono felici non perché non hanno provato nulla di meglio nella vita, ma perché vengono spronate dalla malattia a dare valore alle cose.

Dovremmo spingerci oltre le visioni "paternalistiche, offensive e sbagliate", imparare da ciò che nell'immaginario comune viene visto come una restrizione o limitazione e "trovare soddisfazione nelle cose più piccole per ottenere felicità dai rapporti con la famiglia o gli amici, anche in assenza di altre conquiste". (Tom Shakespeare)
Prof. ssa Antonella Buonerba
Docente, psicologa