L'importanza della negazione nella depressione infantile

L'importanza della negazione nella depressione infantile

  • Dr.ssa  Antonella Buonerba
  • 15 Set 2021

La risposta depressiva del bambino rappresenta una reazione ad uno stato di sofferenza. Possiamo riscontrare, tuttavia, altri tipi di risposte come evitamento, rifiuto e rabbia. La sindrome depressiva esprime la perdita di uno stato di benessere precedente caratterizzato dalla relazione con l'oggetto soddisfacente.
La reazione più evidente è l'aggressività non riversata.
In realtà, lo stato di sofferenza suscita un'intensa collera che, quando non è espressa, accresce il sentimento impotenza e poi la reazione depressiva.
L'episodio depressivo del bambino di solito fa seguito a un evento che ha il significato di perdita o di lutto (separazione dei genitori, morte di un nonno o di un parente). Talvolta si verificano anche episodi che possono apparire insignificanti agli occhi dell'adulto come trasloco, morte di un animale domestico, trasferimento di un compagno, ma, ci rendiamo conto che il comportamento del bambino appare modificato rispetto alla situazione precedente.
L'episodio depressivo si cronicizza in una malattia nella misura in cui il disagio del bambino viene negato o sottovalutato dai genitori.
In tal caso i sintomi assumono sfumature più lievi, ma più durature.
Il rallentamento psicomotorio è accompagnato da un volto poco espressivo e poco sorridente. Invece, quando gli si richiedono compiti o attenzione si manifestano comportamenti di agitazione e di irritabilità. L'autosvalutazione si manifesta con un rifiuto di eseguire un compito come un disegno o un gioco. Il senso di colpa viene espresso nella frase "sono cattivo" in riferimento soprattutto verso i propri genitori.
Anche quando il bambino è solo con il terapeuta, ripete, davanti a un foglio bianco di non riuscirci.
Inoltre si manifestano altre alterazioni comportamentali come aggressività verso gli altri e autostimolazioni prolungate specialmente di natura masturbatoria e compulsiva.
C'è una ricerca affettiva intensa che si alterna ad atteggiamenti di superiorità e di rifiuto delle relazioni, oscillazione dell'umore con alternanza di agitazione euforica e di pianti silenziosi.
I disturbi somatici sono frequenti : difficoltà a prendere sonno con risvegli notturni e frequenti incubi, sonnolenza diurna, disturbi dell'appetito con alternanza tra il rifiuto di mangiare e fase bulimica, enuresi e talvolta anche encopresi.
Il rischio evolutivo della sindrome depressiva infantile non è trascurabile: suicidio, disturbi della condotta e abuso di sostanze stupefacenti che compaiono soprattutto in adolescenza.
Il contesto favorente l'insorgere della malattia è ravvisabile nella perdita di figure importanti per il bambino o dall'allontanamento del bambino stesso (ospedalizzazione o affidamento).
Invece gli studi sull'ambiente familiare mettono in evidenza la frequenza di antecedenti di depressione nei genitori e di carenze di cure materne. Qualche volta si è evidenziata una estrema severità educativa che suscita nel bambino una istanza superegoica severa e impietosa.
Quando si tratta di un episodio depressivo, riconoscere semplicemente questa depressione può avere già un valore terapeutico. I genitori debbono essere coinvolti dal terapeuta per prodigare al loro figlio le attenzioni necessarie e per offrirgli comprensione per le sue difficoltà scolastiche e relazionali temporanee.
Il caso è diverso quando il bambino soffre di una malattia cronica depressiva in cui i sintomi del lutto e della negazione sono persistenti. Quando i genitori negano la sofferenza e i bisogni del bambino allora si ricorre ad un approccio psicoterapeutico che li aiuti nelle loro funzioni di accudimento e cura.